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Sfatiamo i falsi miti del rimessaggio invernale delle imbarcazioni

Se volete che la vostra imbarcazione sia ben protetta durante i mesi invernali non lasciatevi fuorviare da questi falsi miti.

Come fare
Sfatiamo i falsi miti del rimessaggio invernale delle imbarcazioni

Le calde giornate estive sono ormai un ricordo. E con l’avvicinarsi dell’inverno, speriamo abbiate già letto il nostro blog Rimessaggio invernale dell’imbarcazione. Il rimessaggio invernale di un’imbarcazione è una considerazione fondamentale, perché quando torna la primavera vorrete togliere la copertura e ritrovare la vostra amatissima barca in condizioni ottimali.

Molte sono le teorie su quale sia il modo migliore per procedere al rimessaggio di una barca durante l’inverno. Alcune sono corrette. Altre non proprio. Fate attenzione ad alcuni miti su come rimessare le barche che vi possono indurre in errore.

 

Il mito: Dovete avvolgere il piede/parte inferiore del motore con un sacco di plastica per rifiuti di giardino, e sigillarlo con del nastro adesivo telato. Questo impedisce le infiltrazioni di acqua e protegge dagli agenti atmosferici.

I fatti: Questo causa più danni che vantaggi in quanto all’interno del sacco di plastica si forma condensa che si accumula in forma di acqua nella parte inferiore del motore. Quindi, il danno da gelo diventa una possibilità. I motori fuoribordo e la parte inferiore dei motori entrofuoribordo devono essere inclinati completamente per consentire il perfetto drenaggio. Devono quindi essere riposti in modo che siano esposti all’aria oppure protetti da una copertura che consenta la traspirazione. Fate riferimento a Rimessaggio invernale dei motori fuoribordo in caso di dubbi sul modo migliore per proteggere il motore nei mesi di non utilizzo.

 

Il mito: Potete utilizzare dei metodi domestici come le palline di canfora, i capelli umani e teli per asciugatrice per tenere i roditori lontani dalla barca, evitando che si mangino cuscini e fili.

I fatti: Anche se molti raccontano di aver più o meno sconfitto i roditori grazie all’utilizzo di questi repellenti, non esiste alcuna evidenza scientifica della loro efficacia. La maggior parte ammette che, una volta dissipato l’odore di questi oggetti, l’effetto è minimo se non nullo.

I roditori hanno un organo vomeronasale (VNO) che rileva i ferormoni e i ricercatori hanno il sospetto che lo utilizzino anche per avvertire la presenza dei predatori. La rivista “Science” riporta che alcuni ricercatori dello Scripps Research Institute® hanno scoperto che delle balle di cotone intrise di saliva di gatto, urina di ratto o essenza di pelle di serpente hanno attivato il VNO nei topi, costringendoli a “rannicchiarsi in un angolo”. Esistono svariati repellenti per topi disponibili sul mercato che contengono una o più di queste sostanze (come l’urina di lince, uno dei principali predatori di topi nelle regioni in cui vive questo felino). Pertanto, se avete un conclamato problema di topi, questi prodotti sembrano mantenere le promesse più di quanto facciano altri rimedi fittizi.

Uno studio svolto da ricercatori presso la Chulalongkorn University di Bangkok, in Tailandia, ha rivelato che un mix di olio di menta piperita, peperoncino, olio di bergamotto e olio di geranio ha un certo effetto di deterrenza. In ogni caso, il periodo di efficacia osservato è stato al massimo di una settimana e pertanto il giudizio definitivo sugli effetti a lungo termine della miscela di oli di menta piperita ed affini nel corso dell’inverno è ancora sospeso.

Un altro repellente per roditori scientificamente comprovato è l’olio di eucalipto. Uno studio condotto da ricercatori presso la Punjab Agricultural University a Ludhiana, in India, ha rivelato che i topi tendono ad evitare il cibo trattato con eucalipto. In ogni caso, l’efficacia diminuisce rapidamente, e l’applicazione settimanale si è dimostrata meno efficace di un’applicazione quotidiana. Per questo, se non avete voglia di irrorare regolarmente la vostra barca con olio di eucalipto, l’urina di lince sembra essere la scelta di gran lunga migliore.

 

Il mito: Una copertura qualsiasi per la barca è comunque meglio di niente. Per esempio, quei teloni blu di bassa qualità, che potrebbero non durare più di un paio di stagioni, svolgono la loro funzione quanto i teli e i teloni termoretraibili perché proteggono la vostra adorata barca dal sole, dalla pioggia e dalla neve.

I fatti: I teloni di economici producono più danni che vantaggi. La trama a scacchiera dei filamenti che li compongono li rende leggermente abrasivi e se la copertura si muove o sbatte a causa del vento, può danneggiare la vernice, lo strato di gelcoat e le finiture in genere. Il problema peggiora se polvere o residui rimangono intrappolati tra il telone e le superfici della barca.

I teloni economici inoltre tendono a strapparsi e usurarsi sotto il peso della neve e degli accumuli di pioggia. Anche se potrebbe sembrare un’opzione pratica e a basso costo, alla lunga si rivela una decisione infelice. Se siete costretti ad utilizzarne uno in caso di emergenza, assicuratevi di proteggere la calandra del fuoribordo, il teak e le superfici di finitura fissando in posizione sotto il telone alcune vecchie lenzuola o coperte.

 

Il mito: Se il rimessaggio dell’imbarcazione, durante l’inverno, è in acqua, è bene appendere una lampadina accesa in sentina e/o nel vano del bagno quando le temperature minacciano di scendere sotto lo zero. Il calore creato dalla lampadina accesa può impedire i danni derivanti dal congelamento.

I fatti: Sì, una lampadina accesa può aiutare a riscaldare la sentina ma costituisce anche un grave rischio di incendio. Infatti, molte polizze assicurative proibiscono esplicitamente questa pratica.

Il solo modo corretto per riscaldare qualsiasi vano di un’imbarcazione lasciata in acqua durante l’inverno è con un apposito riscaldatore per uso marino, conforme agli standard di sicurezza. Questo significa che il suo funzionamento è protetto dall’innesco di incendi e dalla produzione di scintille, resistente all’umidità e che il dispositivo si spegne immediatamente in presenza di un guasto.

Stivaggio corretto

Non è certamente facile predisporre l’imbarcazione per il rimessaggio invernale e tutti i diportisti non vedono l’ora di poter togliere la copertura della loro barca, accendere il motore e sentire di nuovo la brezza marina sul viso. Ma niente paura. La rimessa in servizio primaverile arriverà prima che ve ne accorgiate e tutti i diportisti saranno ancora una volta più che pronti. Inoltre, ora che conoscete la realtà che sta dietro a tutti i falsi miti sul rimessaggio invernale, anche la vostra barca sarà pronta a riprendere il mare quanto voi.

 

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